Affari esteri

Guardare oltre i confini dell'Europa

Il nostro Gruppo di lavoro sulle Politiche Esterne influenza la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea. Prepara relazioni sulle modalità di impiego dei fondi europei e coadiuva il Parlamento europeo nel prendere decisioni su accordi internazionali. Ha guidato le iniziative dell'UE volte a rendere più sicure le frontiere esterne dell'Unione, spingendo e adoperandosi attivamente per la creazione di un'Unione europea della difesa e la liberalizzazione dei visti. Anche i Balcani occidentali sono una priorità per noi. Auspichiamo una loro integrazione nell'UE incoraggiando riforme intese a garantire lo Stato di diritto, la lotta contro la corruzione e un sistema giudiziario indipendente.

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Orientamenti politici del Gruppo PPE per una risposta immediata all'invasione e all'aggressione russa in corso in Ucraina

Il 24 febbraio 2022, con l'inizio della guerra e l'aggressione non provocata e ingiustificata della Russia, che costituisce un crimine internazionale contro l'Ucraina, la realtà geopolitica europea è cambiata drammaticamente. L'Ucraina ha mostrato finora un livello incredibile di resistenza e resilienza, impedendo alla Russia di raggiungere i suoi obiettivi bellici iniziali. L'Unione europea ha reagito in modo rapido e deciso, introducendo sanzioni senza precedenti nei confronti della Russia e della Bielorussia, sua complice. Tutte le analisi indicano che la guerra durerà a lungo. Pertanto, è necessario intensificare la dolorosa pressione che la comunità internazionale sta esercitando sul regime russo per contribuire a porre fine alla guerra il prima possibile. Principali linee d'azione:   Fornitura di armi da parte dell'Unione e degli Stati membri e supporto all'Ucraina al fine di difendersi. L'UE dovrebbe continuare a utilizzare lo strumento europeo per la pace e tutti gli altri mezzi possibili per contribuire alla fornitura di armi. Occorre predisporre corridoi umanitari sicuri per i civili che fuggono dagli attacchi e per potenziare le reti di aiuti umanitari dell'UE in Ucraina (carburanti, alimenti, medicinali, generatori di energia e campi mobili). Analogamente, è necessario aprire corridoi terrestri per portare in Ucraina tutto il necessario per aumentare la produzione agricola (ad esempio pesticidi e fertilizzanti) e per consentire l’esportazione dall'Ucraina di tutti i prodotti agricoli che possono ancora essere esportati. È giunto il momento di imporre nuove sanzioni:   si chiede di applicare un embargo totale e immediato sulle importazioni russe di petrolio, carbone, combustibile nucleare e gas, di abbandonare completamente i progetti Nord Stream 1 e 2 e di presentare un piano volto a continuare a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico dell'UE nel breve termine; le banche russe coinvolte nel commercio di petrolio e carbone dovrebbero inoltre essere escluse dal sistema SWIFT; gli Stati membri dovrebbero rifiutare l'accesso a tutti i porti dell'Unione alle navi il cui ultimo o successivo scalo si trova in Russia. Le nostre infrastrutture non possono essere utilizzate per alimentare una macchina bellica; gli Stati membri dovrebbero espellere gli ambasciatori russi dai loro Paesi al fine di ridurre il più possibile la presenza diplomatica russa; le sanzioni nei confronti della Bielorussia devono rispecchiare quelle imposte alla Russia al fine di colmare eventuali lacune che consentano a Putin di utilizzare gli aiuti di Lukashenko per eludere le sanzioni (ad esempio, sulle banche e sulle esportazioni di prodotti petroliferi); occorre introdurre sanzioni secondarie nei confronti di tutte le entità che aiutino i regimi russo e bielorusso a eludere le sanzioni; le posizioni adottate da alcuni Paesi che sostengono o si astengono dal condannare il regime di Putin e l'aggressione devono avere conseguenze; le sanzioni dovrebbero essere revocate solo quando l'ultimo soldato delle forze occupanti avrà lasciato il territorio ucraino sulla base di un accordo concluso con il governo costituzionale ucraino. Status di Paese candidato dell'Ucraina: a seguito della domanda ufficiale di adesione dell'Ucraina, presentata il 28 febbraio 2022, e delle conclusioni del Consiglio europeo del 10 e 11 marzo, secondo cui l'Ucraina appartiene alla nostra famiglia europea, le istituzioni europee dovrebbero adoperarsi per realizzare la promessa di concedere immediatamente all'Ucraina lo status di paese candidato, per evitare inoltre che le legittime aspirazioni dell'Ucraina e dei suoi cittadini siano sopraffatte dalle rivendicazioni ostili cui devono attualmente far fronte; inoltre, le istituzioni dovrebbero adoperarsi per accelerare l'integrazione del paese nel mercato unico, secondo la formula "tutto tranne le istituzioni" e conformemente all'accordo di associazione. Occorre creare un fondo analogo al piano Marshall per la ricostruzione dell'Ucraina dopo la guerra. Questo messaggio darà speranza agli ucraini. Il fondo dovrebbe essere generoso e finanziato, tra l'altro, dall'UE, dagli Stati membri, dai contributi dei donatori e dal risarcimento dei danni di guerra da parte della Russia, compresi i beni russi confiscati/sequestrati a seguito di sanzioni, conformemente al diritto internazionale. Putin e Lukashenko devono essere qualificati come "criminali di guerra". Chiediamo l'avvio di procedimenti giudiziari nel quadro del diritto internazionale per indagare e perseguire qualsiasi atto che possa essere considerato, dal punto di vista giuridico, un crimine di guerra. La Russia dopo Putin: dobbiamo collaborare con il popolo russo. Dobbiamo dimostrare che l'UE è pronta ad aiutare una futura Russia democratica. L'opposizione russa ha difficoltà a proseguire il suo lavoro, non soltanto a causa delle misure repressive di Putin, ma anche a seguito degli effetti delle sanzioni occidentali. Deve sentire che siamo pronti ad accogliere nuovamente una Russia democratica e responsabile in seno alla comunità delle nazioni.   ...

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Contatti

  • Juan SALAFRANCA
  • Segretario generale aggiunto e direttore, politiche esterne - commissioni, consigliere politico responsabile per le delegazioni per le relazioni con l'America centrale, la Comunità andina, il Mercosur, il Messico e il Cile e l'EuroLat
  • +32 2 2846355